benvenuti nel nostro angolo di mondo!

Io sono mamma Michela e Nicole la bimba o "mimma" come diceva lei da piccolina,ma ci sono anche papà Orso,la tataElisa,il tatoGabriele,i gatti Garfield e Susy,Sara,il cane Lucky e la cricetina Chiara...tutti assieme formiamo "la banda del cucchiaio di legno"!ci definiscono un pò "pittoreschi" e lo prendiamo come un complimento,di sicuro facciamo le cose come ci dice la nostra testa e il nostro cuore in barba alle critiche!
Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l'accende, vado in un'altra stanza e leggo un libro. Groucho Marx
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martedì 25 settembre 2012

Piccola doula cresce...

Ecco una sequenza di disegni fatti da Mimma, in modo spontaneo e in ordine di tempo,sulla gravidanza...
nascita...
allattamento...
Da notare che la mamma gatta sorride,è felice.La cosa che a me a colpito molto è l'ultimo disegno in cui la mamma gatta,un po sofferente, chiede al cucciolo di ciucciare il latte perché le fa male il seno!Voglio precisare che non ho guidato minimamente Mimma nella realizzazione di questi disegni,inoltre queste conoscenze le ha ottenute osservando le mamme e tramite domande specifiche che mi ha fatto.Nonostante ci sia stato chi ha contestato il modo di disegnare di mia figlia, io lo trovo meraviglioso,spontaneo,sereno e pieno di conoscenza di vita!anche questa è la nostra homeschooling...

lunedì 25 giugno 2012

Divertirsi a fare

Mi rendo conto che è un bel po che non aggiorno il blog sulle nostre attività così mi sono presa un'attimo per postare qualche foto per raccontarvi alcune cose di noi... Mimma si diverte a sfogliare il libro degli animali di suo fratello facendo mille domande e confrontando le immagini che trova con i suoi animali di plastica... Acquerello e "allenamento" a scrivere le lettere,mimma ha cominciato già da un po ad interessarsi a scrivere e ha imparato tutte le lettere che riguardano i nomi di tutta la sua famiglia... Mimma fa la cuoca,con successo direi,qui prepara le verdure per il soffritto per il ragù,ma ha fatto anche la pizza dall'impasto alla farcitura! Qui una cosa simpatica che abbiamo fatto in nome del riciclo.Avevo messo sempre da parte i rimasugli di saponette,raggiunta una quantità accettabile li abbiamo messi a bagno maria per un bel po finchè non si sono sciolti(consiglio di triturarli prima)poi li abbiamo messi negli stampi aggiungendo della lavanda profumata,fatti raffreddare in frigo e alcuni li abbiamo confezionati e regalati. Abbiamo colto l'iperico per fare l'oleolito,vogliamo cogliere la camomilla e fare un sacco di altre cose,anche andare in giro con la tenda a vedere posti e gente interessante,l'importante è divertirsi e magari imparare qualcosa di nuovo da ciò che ci circonda,spero di aggiornarvi presto.Buona settimana a tutti!

giovedì 21 giugno 2012

Il pensiero degli elfi sull'educazione dei bambini

IL PENSIERO SULL'ISTRUZIONE DEI BAMBINI DI MARIO CECCHI DEL VILLAGGIO DEGLI ELFI DI PISTOIA: Come siete organizzati con i bambini: quale educazione, quale comunicazione sociale e quale futuro immaginate per loro? Bella domanda che merita una risposta altrettanto bella. Proprio questo è il punto in cui ci misuriamo nel prossimo futuro; è un terreno ancora difficile da sviscerare poiché incontriamo ancora molte difficoltà. Una cosa è la teoria, un’altra la pratica. Sulla teoria siamo abbastanza chiari e consapevoli, nella pratica è difficile coniugare tutte le esigenze e mettersi alla pari con i bambini: ascoltare, rispettare i loro bisogni, mantenere vivo il loro interesse, la loro innata vivacità, la loro curiosità e sete di conoscenza. Ogni genitore queste cose le sa, ma si scontra con le esigenze della vita quotidiana, con il lavoro nell’orto, gli animali, la preparazione dei pasti etc. Ogni giorno, ogni ora ci sono molte cose da fare: relazionarsi tra adulti, visitatori, spettacoli, cerimonie, incontri… Insomma la vita non è assolutamente monotona. Ma i figli in tutto questo cosa c’entrano, non l’hanno mica chiesto loro. Quali sono le loro esigenze? Allora partiamo da lì: capire quello che ci stanno chiedendo. I° segreto della relazione: l’ascolto, la nostra disponibilità. Quando c’è questo il bambino non fa i capricci, non piange per attirare l’attenzione, non si ribella, è contento. II° segreto: segue il tuo esempio. Se dici una cosa poi ne fai un’altra, non capisce o, perlomeno capisce così. Non c’è identità tra quello che uno dice e poi fa, c’è schizofrenia. Questo succede tante volte ed è difficile ammetterlo, giustificare e dare spiegazioni. III° segreto: non sentirsi in colpa, non abbassare la propria autostima. Sì, è vero, se ho sbagliato l’ho fatto per rabbia, per errore, per distrazione, per… E’ sempre un motivo che il bambino può capire, che fa parte della relazione tra umani, dell’intimità, della solidarietà, della complicità, della sincerità. Lui queste cose le ha ben chiare e le accetta. Ammettere il proprio errore è un atto di umiltà che lo fa sentire importante. IV° segreto: manifestarsi per quello che si è, in modo autentico e naturale. Non atteggiarsi e non modificare la propria voce perché si è in presenza di un bambino. E’ una persona come noi, capace in tutti i sensi, più sviluppato nell’introspezione, nel percepire interiormente al di là delle parole e dei gesti; capisce qual è il tuo reale sentimento, se condividi, accetti o se fai il contrario, capisce il tuo animo. Non fingere perché gli insegni a non essere vero, gli insegni la falsità. V° segreto: l’umiltà, lo spazio per il dubbio. Non dire sempre è così o si fa così, senza ombra di dubbio, con una determinazione e risolutezza che non ammette repliche. Riceve come messaggio la presunzione, l’arroganza, l’intolleranza verso la diversità. Il mondo non è unipolare, è multiforme, multicolore, è un arcobaleno di ideali, ognuno possiede una parte di verità, bisogna imparare ad accettare e a rispettare anche quella degli altri. VI° segreto: non pretendere che egli diventi come te, come tu vorresti, che abbracci quella filosofia, quella religione, quella tendenza. Egli è se stesso e sa cosa scegliere. Se cerchi di influenzarlo lo spingi verso l’opposto di quel che vorresti, gli neghi o metti in dubbio la sua capacità-dignità. Devi dargli informazioni nel modo più neutro possibile, lasciarlo libero di scegliere. Allora, organizzarsi per “educarli” a modo nostro in base a questi principi, non richiede l’ufficializzazione del momento scuola, né l’intervento della supposta autorità, il maestro che si accolla tale incarico. Ogni momento è valido ed è nel rapporto quotidiano con la vita, con l’esperienza, con gli adulti, con gli altri bambini. E’ creare opportunità per l’apprendimento, è farlo crescere sano e felice in un ambiente che riflette queste condizioni, è fargli vivere relazione umane, affettive degne di questo nome, è volergli bene come si è capaci di fare, spontaneamente, ma anche restando critici verso se stessi. Educare il bambino significa in primo luogo educare se stessi, i genitori. Egli assorbe ogni parola, ogni gesto, ogni silenzio, ti mette alla prova, ti stimola fino a farti perdere la calma, vuol provare i tuoi limiti. A volte ti senti impotente, incapace, non hai l’energia, non ce la fai. Sono tutte prove che ognuno deve attraversare per affermare che: “adesso so come comportarmi, ho capito il suo messaggio, sono pronto al dialogo senza perdere la calma”, riconoscendo il suo bisogno di affetto, tenerezza, e intimità, di un suo spazio nella relazione dove entrare dolcemente, per sentire la sua gioia. Penso che tutto questo sia la cosa più incoraggiante per un genitore, di simili momenti dovrebbe essere piena la vita, di questo cibo ci dovremmo nutrire ogni giorno, noi e i bambini. Poi viene l’istruzione, imparare a leggere e scrivere, la matematica, la storia, la geografia, l’arte, la musica… Non sono cose morte che gli devono entrare per forza in testa, non richiedono l’imposizione coercitiva, di essere rinchiusi dentro quattro mura scolastiche, non sono soltanto un dovere. Bisogna comprendere che si possono trasformare, che possono essere gradevoli come un gioco, tutto dipende dal modo in cui le poniamo. Avere la capacità di renderle vive ed attuali, coniugandole con la vita reale, la praticità di tutti i giorni. Così si impara a contare i semi, la distanza tra una fila e l’altra, ad aggiungere o togliere, a moltiplicare; si imparano le figure geometriche: il quadrato, la forma del campo, il lato, il perimetro etc. Si impara che un popolo, una nazione ha una storia, che esistono diversi popoli, che tutti ci cibiamo dei frutti della terra … Partendo da semplici cose si arriva ai grandi concetti, per diletto non per dovere. Se si è costretti ad imparare si dimentica subito o si nutre una parte sola del nostro essere, il cervello. L’esperienza rimane relegata ad un ambito teorico. Noi non facciamo scuola da tal ora a tal ora, facciamo scuola sempre, da quando il bambino è nato a quando si confronta con l’istituzione scuola-società-lavoro fino a raggiungere l’autosufficienza sia materiale che psicologica. Ogni tanto capita di formalizzare il momento scuola, di sedere intorno ad un tavolo per scrivere, disegnare, fare i laboratori d’arte, cartapesta, argilla… Ma lo si fa senza interrompere la vita quotidiana. Cerchiamo di dare loro le nostre conoscenze, ciò che ognuno di noi conosce meglio ed è in grado di trasmettere. Tutta la comunità è coinvolta, siamo padri e madri di tutti i bambini, la loro crescita e l’armonia dipendono da tutti. Se un padre o una madre sono stressati faranno ricadere anche sugli altri il loro umore ed allora il problema diventa di tutti. Comprendere queste cose e trovare gli strumenti per relazionarsi fa parte della crescita del gruppo, forgia la comunità, unisce nello spirito. I problemi materiali diventano secondari e si risolvono certamente se si riescono a risolvere quelli relazionali. E’ lì che la comune si evolve, cresce, sperimenta, non c’è altro modo, poiché le dinamiche sono interpersonali, ed è importante la specificità di ognuno. Come il bambino, anche l’adulto ha la sua esperienza, il suo vissuto (…) per potercisi relazionare profondamente va accettato com’è per poi trasformare insieme quel che c’è di contorto, se possibile, piano, piano. Quindi, ognuno di noi applica il proprio metodo, insegna quel che gli piace sapendo che gli altri hanno fiducia in lui-lei, ma sono anche vigili nello stesso tempo affinché non si infliggano al bambino punizioni che non si merita. Spesso il bambino non fa altro che dimostrare il suo disappunto quando non viene ascoltato e non viene preso in considerazione. Bisogna stare attenti a non scaricare su di lui il nostro stato d’animo, il nervosismo, la rabbia, il malessere di cui lui non ha colpa. In quel caso gli altri interverranno per farci capire la nostra proiezione e si relazioneranno con l’adulto con amore capendo il bambino ferito che c’è in lui, non mortificandolo a sua volta com’era stato da parte dei suoi genitori, o dalla maestra o autorità. Quindi, la scuola è la vita, fa parte del processo di crescita, di presa di coscienza del rapporto non solo tra l’adulto e il bambino, ma tra l’individuo e l’intera società, da cui poi dipenderà il comportamento dell’individuo futuro (…). Abbiamo l’intelletto per questo, non per divorare gli altri, diventare aguzzini, carnefici o vittime impotenti. Per cui, se siamo concentrati sulla crescita equilibrata di mente-corpo-psiche e spirito, non avremo (e non avranno i nostri figli) paura di affrontare la società, non avremo (avranno) paura di affrontare il futuro perché saremo (saranno) coscienti delle nostre (loro) azioni (…). Quale futuro per i nostri figli? Quello che loro vorranno. Sapranno farsi valere nella vita. Molta strada l’abbiamo già percorsa assieme, la nostra aspirazione è che vadano oltre. Un genitore può solo accompagnare il figlio fino a che lui non è sicuro di se stesso, poi lo deve lasciare andare per la sua strada. Deve sperimentare, deve sbagliare per poi capire e correggersi. Più cerchi di influenzarlo, più lui farà l’opposto di quel che desideri. Va lasciato libero di percorrere la sua strada, qualunque essa sia – bisogna accettarla. Dudu, uno dei nostri figli, un giorno ci ha detto: “Voi ci avete insegnato l’amore, noi ce lo portiamo con noi ovunque andiamo”. Penso sia la cosa più bella che un genitore può sentirsi dire da un figlio.

venerdì 4 maggio 2012

Mimma cresce...

La Mimma si sta ancora cimentando con gli acquerelli,che adora,aggiungendo le lettere che la stanno appassionando parecchio.Per gli steineriani i bambini non dovrebbero scrivere prima dei sette anni,ma lei ha cominciato spontaneamente a domandare e copiare,non vi dico la sua soddisfazione nel ricordare e riprodurre le iniziali sue e di tutti i componenti della famiglia!questa per me è la dimostrazione di come funziona bene la unschooling:) qui vedete la Mimma pensatrice...
Questo cavallino di stoffa l'ho fatto io per Mimma,non lo molla un momento e le ha messo nome Lalla,è così felice che la mamma le ha fatto un gioco con le sue mani!

mercoledì 5 ottobre 2011

Incontro per la scuola familiare in Toscana

Il 23 ottobre alle ore 15.00 presso il Foro Boario a Lucca,via per Camaiore 
si terrà l'incontro "Scuola familiare in Toscana"per partecipare scrivi un'e-mail a 
 homeschooltuscany@gmail.com 
Vedi anche qui!

mercoledì 6 luglio 2011

Genitori con il cuore

Molte teorie, spesso in conflitto tra loro, parlano del mestiere dei genitori, e molte suggeriscono metodi severi per controllare e disciplinare il bambino. Metodi che sembrano innaturali e certamente non amorevoli.

Genitori con il cuore offre una delle rare occasioni per tornare ad amare e a prendersi cura dei propri figli secondo un metodo naturale che è sempre esistito fin dagli albori dell'umanità.

Con questa guida illuminante e profonda la psicologa Jan Hunt, specializzata nel rapporto tra genitori e figli, coniuga i princìpi dell'attaccamento parentale ai diritti dell'infanzia e alla filosofia della scuola familiare (homeschooling) attraverso un metodo coerente per allevare un bambino affettuoso, aperto e sicuro di sé.

Con uno stile chiaro e accessibile, Genitori con il cuore sa infondere una saggezza senza tempo a tutti i genitori: sia quelli alle prime armi sia quelli con anni di esperienza.


Jan Hunt, B.A. Psychology, M.Sc. Counseling Psychology, direttrice del Natural Child Project e consulente editoriale del trimestrale "Empathic Parenting", pubblicato dalla Canadian Society for the Prevention of Cruelty to Children (CSPCC). È membro della direzione del CSPCC e dell'Alliance for Transforming the Lives of Children. È anche presente sull'Advisory Board del The Child-Friendly Initiative and Attachment Parenting International e consulente per il Northwest Attachment Parenting. Ha vissuto in USA e Canada.


Ho letto questo libro tre volte prima di restituirlo,me lo ha prestato una mia amica,ma penso che dovrei averne una copia tutta mia perché é uno di quei classici libri da tenere sempre a portata di mano.L'autrice fa capire senza mezzi termini quanto i bambini hanno gli stessi diritti degli adulti,di come dovremmo difendere OGNI bambino dalle violenze anche quelle verbali,inoltre parla della sua esperienza di madre e della scuola familiare,spiega chiaramente che i nostri figli hanno bisogno di saperci accanto come sostegno e come aiuto ad esempio anche in una struttura ospedaliera.La riflessione che ricorre durante la lettura è:nella nostra cultura si pensa che i bambini sono fondamentalmente diversi dagli adulti,quindi meritano un trattamento diverso,ma se così fosse in quale giorno della loro vita cambierebbero improvvisamente il loro modo di agire?in quale giorno meriterebbero di avere il rispetto che meritano in quanto esseri umani?sembra esagerato,ma pensiamo alla reazione diversa che in genere abbiamo di fronte ad un adulto o ad un bimbo che fanno lo stesso sbaglio...

domenica 19 giugno 2011

Passeggiata in montagna


Da casa nostra in circa 30 minuti si raggiunge l'Altopiano delle Pizzorne.Io l'ho sempre considerato un posto un pò speciale,un pò magico...sembra che tra gli alberi sbuchino fate e gnomi!Era già diverso tempo che non andavamo a fare una passeggiata ristoratrice tra le imponenti quercie e ieri,nonostante il tempo non particolarmente favorevole,abbiamo deciso di esplorare questo posto immersi nella pace e nel silenzio che vi regna sovrano.

PapàOrso ha approfittato di raccogliere delle ghiande che hanno buttato e che hanno già fatto nascere delle belle piantine di quercia,vuole provare a trapiantarle in un nostro terreno...inoltre si è cimentato nella conta degli anni di una quercia tagliata con grande attenzione da parte dei figli.

La mimma ha avuto occasine di contemplare da vicino farfalle,in particolare la Amata Phegea che in questo periodo invade le nostre zone,e funghi di vario genere.Insomma una semplice passeggiata nei boschi riserva sempre delle belle sorprese!E naturalmente materiale interessante per fare scuola familiare:) buona domenica a tutti!

martedì 7 giugno 2011

Imparare ridendo...

Veloce veloce vi "rigiro" questo link che ha segnalato Mamma Voli Pindarici sull'imparare ridendo(è possibile giuro!) trovato sul blog Rossella Grenci . Buona lettura e riflessione.

lunedì 22 novembre 2010

Partecipo all'idea di Caffenero


Mi sono imbattuta nel blog "la scuola in soffitta" di Caffenero che ha proposto un'iniziativa che trovo interessante ovvero: Prova l'homeschooling,dove si può condividere idee da usare come materiale per lo studio con i propri figli,sia per quelli che studiano a casa sia per quelli che vanno a scuola e stavolta il tema proposto è il cinema.Il cartone animato che ho scelto per questo argomento è "Paperino e il mondo della matemagica",quanto segue è una breve recenzione.Paperino è di nuovo nei guai: ha accettato, senza riflettere, i termini di un prestito di pochi centesimi da parte dello zio Paperon De Paperoni, esperto conoscitore dei calcoli finanziari, e ora è in debito di molti dollari. Tutta colpa della matematica! Paperino nella ricerca disperata di una soluzione si addormenta sul libro di matematica dei tre nipotini ed entra, munito perfino di un cappello da esploratore, nel mondo della Matemagica. Guidato dallo Spirito dell'Avventura, esplora le correlazioni fra matematica e arte, natura e architettura. Incontra personaggi e visita luoghi decisamente strani, tra cui alberi con radici quadrate, matite che giocano, paesaggi di numeri, ma soprattutto ripercorre la storia della matematica, come e perché è nata questa disciplina. In tal modo l'incredulo avventuriero comprende che la matematica è fondamentale in campi che apparentemente le sono del tutto estranei: per tracciare i confini dei terreni da coltivare, per realizzare costruzioni architettoniche, per calcolare la distanza di una stella, e ancora, nell'ottica, nell'acustica, nell'illuminazione e anche nella musica! Dopo aver suonato e ballato con un gruppo di pitagorici, Paperino apprende dallo Spirito dell'Avventura che Pitagora scoprì proporzioni "matemagiche" che hanno influenzato l'arte e l'architettura fino ai nostri giorni: la sezione aurea si riconosce negli antichi edifici greci, ma anche in Notre Dame a Parigi, in molte sculture, nel famosissimo quadro di Monna Lisa ecc. Le proporzioni ideali sono a fondamento dell'idea di bellezza anche per quanto riguarda il corpo umano e in generale la natura, così come la simmetria, i poligoni regolari, le spirali auree… Insospettabile però è sicuramente la presenza di principi matematici in molti giochi come il calcio, il biliardo, gli scacchi e la pallacanestro.
Riuscirà infine Paperino ad utilizzare i preziosi insegnamenti per cancellare il debito con lo Zio?Per ciò che mi riguarda la Mimma è un pò piccola per cogliere il pieno significato della matematica,ma le è piaciuto molto lo stesso questo filmato e ci sono applicazioni pratiche anche per bimbi così piccoli che possono imparare questa materia con naturalezza,giocando.

mercoledì 10 novembre 2010

ritorno all'homeschooling!

Potrò sembrare un'incostante,una lunatica,una che cambia idea come cambia il tempo...fatto stà che voglio aggiornarvi per ciò che riguarda mimma e l'asilo.Come ho detto in un post precedente la mia bimba è voluta andare all'asilo e l'ho assecondata,i primi giorni ha dimostrato un gran entusiasmo che è andato calando fino al punto di piangere disperata e rifiutare di andare.Fin dal primo giorno avevo notato che per quanto l'ambiente fosse stato bello e a misura di bimbo le maestre lasciavano a desiderare...difficile vedere un sorriso,i bambini poco guardati e quindi si picchiavano senza problemi,nonostante tutto quando la bimba ha cominciato a dire che non voleva stare o chiedeva che rimanessi ho cercato di convincerla dolcemente ha funzionato per due o tre giorni ma poi non c'è stato niente da fare.La mimma dal gran entusiasmo iniziale è andata chiudendosi e isolandosi (solo all'asilo però..)io ho cercato di individuare la causa e ho provato a parlarne con la maestra che in modo stizzoso mi ha detto che gli altri bimbi la scansavano perchè lei si comportava in modo diverso ovvero: se facevano il cerchio e lei non ne aveva voglia si metteva da una parte a leggere un libro o a fare un gioco e cose simili,quindi non faceva cose che disturbavano,una bimba è arrivata a girarle le spalle e non perlarle perchè mimma non rimaneva a mensa...io lo so che i bambini le fanno queste cose,ma quello che mi ha sconcertata è stato il comportamento delle maestre!invece di cercare di creare armonia tra i bimbi erano le prime a criticarli e lo facevano di fronte a tutti.So che probabilmente "sono cascata male" e che in altri asili le cose possono andare meglio,anche se 28 bimbi per una sola maestra non credo favorisca l'ambiente ideale,come ho già avuto modo di dire in precedenza i miei primi 2 figli hanno avuto una buona esperienza all'asilo.La conclusione è che mimma non ne vuole più sapere di andare a scuola,almeno per ora,perciò l'ho ritirata e siamo tornate alle nostre attività di homeschooling con più entusiasmo di prima!

sabato 9 ottobre 2010

Cambiamenti

Devo ammettere quella che per me è una sconfitta,perlomeno io la percepisco così...una delle tante,per carità,ma a questa cosa ci credevo veramente.Mi riferisco al fatto di tenere la Mimma a casa e farle fare scuola familiare.Ci sono stati diversi fattori che hanno cambiato le carte in tavola;già quando andammo al raduno dell'homeschooling ebbi la sensazione che la facevano facile ma che in realtà te lo devi permettere,sotto vari aspetti,di tenere il bambino a casa.Il mio modo di vedere la scuola familiare è semplice ma nello stesso tempo non applicabile da tutti,forse per questo ho rinunciato,innanzi tutto l'intera famiglia deve collaborare e accettare la scelta, ci sono sicuramente donne che ce la fanno anche da sole ma non è il mio caso.Non ce la faccio ad organizzare attività educative e giocose per la bimba quando ho da soddisfare le esigenze degli altri componenti familiari,che a dire il vero appoggiano a parole ma nella pratica sono inesistenti.Inoltre il tipo di famiglia che fa homeschooling secondo me deve avere una grande educazione,principi forti,tanta coerenza non voglio dire che la mia famiglia non ha queste qualità,ma non le ha abbastanza per il mio punto di vista.Sono subentrate anche delle difficoltà a livello pratico ma finendo di piangermi addosso voglio mettere in evidenza un fattore importantissimo riguardo a questo radicale canbiamento di scelta:la Mimma ha chiesto esplicitamente di andare all'asilo!vedendo sua sorella e suo fratello mettersi lo zaino per andare a scuola anche lei ha cominciato a imitarli poi vedendo che in quei luoghi si incontrano altri bambini ha cominciato ad essere curiosa.Certamente questa società non aiuta visto che abito in una grande corte con molti bambini ma che stanno rinchiusi in casa davanti la tv e quelle rare volte che escono non sono capaci di giocare e condividere i giochi con gli altri,fatto stà che da qualche giorno la mia bimba è entrata all'asilo,solo fino a pranzo però, felicissima senza piangere anzi piange quando la vado a riprendere!Questo è uno sfogo forse anche una giustificazione,ma devo ammettere che voglio la gioia di mia figlia e se lei è felice di andare all'asilo allora così sia,tutto questo però non mi cancella l'idea che l'homeschooling sia un'ottima strada da intraprendere visto in che acque naviga la scuola italiana,da parte mia ho intenzione di mandare la bimba all'asilo solo la mattina e cercare di applicare i principi della scuola familiare nel pomeriggio,vedremo con il tempo come andranno le cose.Buon fine settima a tutti.

lunedì 31 maggio 2010

Alcuni momenti da condividere con voi.



Alcune delle foto fatte durante la festa della scuola familiare avvenuta il 29 maggio a pistoia.
La mia pasta madre...

Il mio primo pane fatto in casa con la pasta madre!
La mia azalea
Lo so,ultimamente sono un pò assente in rete,ma quando posso una sbirciatina hai blog che adoro ce la butto sempre!tanto per adesso metto qualche foto al volo da condividere con chi passa di qui,buona settimana a tutti.

mercoledì 28 aprile 2010

La comunicazione nonviolenta

"EDUCAZIONE CHE ARRICCHISCE LA VITA"di Marshall B. Rosenberg
Il dott.Marschall B.Rosenberg è il fondatore della Comunicazione Nonviolenta(CNV)che consiste nell'interagire in un modo che facilita la comunicazione,favorendo lo scambio di informazioni e la risoluzione pacifica delle divergenze.Promuove lo sviluppo di un linguaggio che accresce la benevolenza reciproca,al posto del linguaggio abituale,che contribuisce invece a generare risentimento o scarsa autostima.La CNV fa comprendere che si può soddisfare i propri bisogni tramite collaborazione e non competizione,si può imparare ad avere relazioni più soddisfacenti ,si può sviluppare delle capacità come creare soluzioni basate sulla sicurezza,il rispetto reciproco e il consenso.Nel libro "Educazione che arricchisce la vita" viene spiegato come la CNV migliora i risultati scolastici,riduce conflitti,valorizza la relazione interpersonale.È indirizzato agli insegnanti ma anche ai genitori e devo dire di aver trovato spunti molto interessanti da utilizzare con i miei figli; questo mondo ci porta a correre sempre e troppe volte vogliamo che i figli ubbidiscano all'istante,facciano subito quello che gli chiediamo e questo spesso crea conflitti perchè loro percepiscono solo ordini,dominazione,non si sentono presi molto in considerazione,mentre spiegando loro i nostri bisogni e il perchè gli facciamo certe richieste possono sentire empatia,si possono sentire liberi di esprimere il loro punto di vista,inoltre si ha una visione più completa del sistama scolastico e di certi comportamenti degli insegnanti.Comunque consiglio la lettura di questo libro dove viene spiegato molto bene il concetto e da anche consigli pratici.Il prossimo libro dello stesso autore che leggerò è "Le parole sono finestre(oppure muri).

sabato 27 febbraio 2010

Lasciamo ai genitori il loro mestiere

Quando sono nati i miei primi due figli ero molto giovane,inesperta e impaurita di conseguenza mi sono fidata dei consigli del pediatra,parenti,eventuali amici piuttosto che ascoltare il mio istinto di mamma perchè avevo tanta paura di sbagliare su tutto.Così mi sono ritrovata ad usare l'antibiotico come fosse acqua,a sentirmi in colpa perchè la bimba piangeva e mi sentivo dire che il mio latte non era buono o che li viziavo perchè li tenevo troppo in braccio o nel lettone...La mia terza figlia è nata a distanza di nove anni dal secondo e nel frattempo ne ho capite di cose!Quando ero in dolce attesa dissi chiaramente che l'avrei tenuta in braccio ogni volta che la piccola lo avrebbe richiesto e che l'avrei allattata più a lungo dei famosi 4-6 mesi standard,si lo dissi chiaramente,LA VOGLIO VIZIARE ,se così volete chiamare l'attaccamento naturale madre-figlio.Adesso Mimma ha l'età per essere segnata all'asilo ma abbiamo deciso di tenerla a casa perchè invece di mandarla in un ambiente prevalentemente chiuso,con circa 20 bimbi e una sola maestra per quanto brava sia,dove devono fare tutti la stessa attività nello stesso momento,allo stesso modo,dove,anche se tramite il gioco,devono raggiungere gli stessi risultati,seguire le stesse regole,preferisco cercare altre opzioni.Voglio che la mia bimba impari le cose con i suoi tempi,nel modo che le è più congeniale,con metodi adatti alla sua personalità,senza forzature(Voglio precisare che questo è il mio pensiero e non penso che tutti dovrebbero fare in questo modo).Mi stò organizzando a crearle opportunità di socializzazione e attività,ad esempio il playgroup di cui ogni tanto parlo o il parco giochi,andiamo anche a casa di mamme e bimbi che vivono la nostra stessa esperienza e poi mi piace portarla nel bosco,al fiume,al mare dove raccogliamo tutto quello che ci incuriosisce e lo portiamo a casa per osservarlo.Sono serena per questa decisione,molto felice,eppure sò già che verrò bersagliata di critiche,ma mi domando PERCHÈ NON POSSO SEGUIRE IL MIO ISTINTO DI MAMMA IN SANTA PACE?perchè gli altri vogliono saperne più di me di cosa è giusto per miei figli?perchè è così difficile accettare i modi di agire altrui?

lunedì 8 febbraio 2010

nuovi amici virtuali!

Voglio dare il ben venuto alla prima lettrice fissa del mio blog!Ben venuta MamaF con il tuo dolcissimo blog THE APPLE TREE.Sono così felice,anche perchè ho iniziato da poco a scrivere in rete,che volevo proprio metterlo in evidenza!spero che si aggiungeranno altri nuovi amici al più presto.Grazie di cuore.Voglio lasciare un pensiero positivo in particolare a chi crede nella riuscita dell'homeschooling o scuola familiare :"La lezione più grande da imparare è che imparare è un processo continuo." di David Gerrold