benvenuti nel nostro angolo di mondo!

Io sono mamma Michela e Nicole la bimba o "mimma" come diceva lei da piccolina,ma ci sono anche papà Orso,la tataElisa,il tatoGabriele,i gatti Garfield e Susy,Sara,il cane Lucky e la cricetina Chiara...tutti assieme formiamo "la banda del cucchiaio di legno"!ci definiscono un pò "pittoreschi" e lo prendiamo come un complimento,di sicuro facciamo le cose come ci dice la nostra testa e il nostro cuore in barba alle critiche!
Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l'accende, vado in un'altra stanza e leggo un libro. Groucho Marx
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venerdì 27 aprile 2012

gli invalsi visti con gli occhi di un bambino

Suona la campanella, tra urla e sorrisi, tra un finalmente è finita, o un si va a casa, ecco che i bambini nella fuga con lentezza verso l’uscita dalla propria Scuola, si apprestano a raggiungere le famiglie. Abbracci e sorrisi, manine strette nelle mani grandi e ferme degli adulti, ed in poco tempo dal caos della fuga ecco la quiete surreale circondare la scuola. Ma non tutti i bambini erano sorridenti. Non tutti i bambini erano felici. Giulia, perchè questo musetto? Non sei contenta di vedermi? La mamma di Giulia, cercava lo sguardo fuggente della propria bambina, sentiva la sua manina sudare e mentre sollevava lo zaino per caricarlo sulle proprie spalle le chiese… è successo qualcosa a Scuola? Parole che si smarrirono nel silenzio di quel cammino che avvicinava Giulia al mondo degli adulti. La bambina non rispondeva, poi all’improvviso, si soffermò a guardare un gabbiano, che giocava con le nuvole, che volava senza alcun tipo di ordine comprensibile allo sguardo di qualsiasi essere umano freddo e razionale, ma comprensibile allo sguardo di Giulia. Sai perchè vola in quel modo il gabbiano? Perchè vuole giocare, vuole divertirsi, posso essere un gabbiano io mamma? Con la fantasia sì, ma tu Giulia sei una bambina, non un gabbiano. Perchè mamma mi hanno chiesto a Scuola se sono femmina o maschio? Non lo sanno cosa sono io? Che dici Giulia? Sì, mamma oggi ci hanno fatto rispondere a tante domande… Che domande? Mi hanno chiesto per esempio se sono una femmina o un maschio. Veramente? Sì. Ma che domande erano? Un Questionario dell’ Invalsi. Ah, ne avevo sentito parlare, le avete fatte oggi le prove ? Sì, sì. Ma perchè quella domanda? Boh… Ma io non sapevo cosa rispondere a tante domande. Sai che mi hanno chiesto se mi hanno rubato qualcosa di valore? E tu cosa hai risposto? Sì, mi hanno rubato la penna che mi aveva regalato il nonno... Ma gli altri bambini invece mi dicevano che dovevo rispondere cose di valore, tipo telefono, cose che costano… Parlavate durante il questionario? No, no, non si poteva parlare, abbiamo parlato dopo. Sai che un bambino si è messo a piangere? Perchè? Perchè quando gli hanno chiesto se aveva un fratello o una sorella, non sapeva cosa rispondere, perchè Cinzia, la sua sorellina è andata via…, ma non sapeva come rispondere. Dio mio, ma chi, chi … In quel momento la mamma strinse forte la sua bambina ed insieme guardavano il gabbiano. Lo sguardo di una vita da donna e di una vita da bambina , di mamma e figlia si univano nella condivisione di quell’armonia che solo il volo libero del gabbiano poteva offrire. Quel volo era una sinfonia, una sinfonia silenziosamente musicale. Giulia avrebbe voluto dire alla mamma, che le avevano chiesto anche se i compagni l’avevano fatta sentire esclusa,quanti libri possedeva a casa, se a casa parlava il dialetto o meno, se aveva una cameretta tutta sua, cosa che aveva sempre desiderato ma che non poteva permettersi, se viveva con i suoi genitori, o meno. Giulia avrebbe voluto parlare. Ma decise che il silenzio era la miglior risposta a quelle domande che invasero il suo mondo, che invasero la sua comprensione del mondo. In tale silenzio il suo sguardo si perse nella profondità di quel cielo sempre meno colorato, sempre più cupo, ed una domanda continuava a ruotare nella sua testa, perché mi hanno chiesto se sono maschio o femmina? http://www.reset-italia.net/2012/04/24/che-fai-come-vai-chi-sei-sono-invalsato/ Tratto da: Che fai? Come vai? Chi sei? Sono Invalsato | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/04/26/che-fai-come-vai-chi-sei-sono-invalsato/#ixzz1tETz8GQ8 - Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

mercoledì 6 luglio 2011

Genitori con il cuore

Molte teorie, spesso in conflitto tra loro, parlano del mestiere dei genitori, e molte suggeriscono metodi severi per controllare e disciplinare il bambino. Metodi che sembrano innaturali e certamente non amorevoli.

Genitori con il cuore offre una delle rare occasioni per tornare ad amare e a prendersi cura dei propri figli secondo un metodo naturale che è sempre esistito fin dagli albori dell'umanità.

Con questa guida illuminante e profonda la psicologa Jan Hunt, specializzata nel rapporto tra genitori e figli, coniuga i princìpi dell'attaccamento parentale ai diritti dell'infanzia e alla filosofia della scuola familiare (homeschooling) attraverso un metodo coerente per allevare un bambino affettuoso, aperto e sicuro di sé.

Con uno stile chiaro e accessibile, Genitori con il cuore sa infondere una saggezza senza tempo a tutti i genitori: sia quelli alle prime armi sia quelli con anni di esperienza.


Jan Hunt, B.A. Psychology, M.Sc. Counseling Psychology, direttrice del Natural Child Project e consulente editoriale del trimestrale "Empathic Parenting", pubblicato dalla Canadian Society for the Prevention of Cruelty to Children (CSPCC). È membro della direzione del CSPCC e dell'Alliance for Transforming the Lives of Children. È anche presente sull'Advisory Board del The Child-Friendly Initiative and Attachment Parenting International e consulente per il Northwest Attachment Parenting. Ha vissuto in USA e Canada.


Ho letto questo libro tre volte prima di restituirlo,me lo ha prestato una mia amica,ma penso che dovrei averne una copia tutta mia perché é uno di quei classici libri da tenere sempre a portata di mano.L'autrice fa capire senza mezzi termini quanto i bambini hanno gli stessi diritti degli adulti,di come dovremmo difendere OGNI bambino dalle violenze anche quelle verbali,inoltre parla della sua esperienza di madre e della scuola familiare,spiega chiaramente che i nostri figli hanno bisogno di saperci accanto come sostegno e come aiuto ad esempio anche in una struttura ospedaliera.La riflessione che ricorre durante la lettura è:nella nostra cultura si pensa che i bambini sono fondamentalmente diversi dagli adulti,quindi meritano un trattamento diverso,ma se così fosse in quale giorno della loro vita cambierebbero improvvisamente il loro modo di agire?in quale giorno meriterebbero di avere il rispetto che meritano in quanto esseri umani?sembra esagerato,ma pensiamo alla reazione diversa che in genere abbiamo di fronte ad un adulto o ad un bimbo che fanno lo stesso sbaglio...

giovedì 2 giugno 2011

il bisogno di attenzione

Nelle famiglie moderne con bambini, dove tutti sono più o meno indaffarati con attività fuori casa,
si gioca spesso una dura battaglia per le attenzioni. Sia i bambini che gli adulti possono spingersi
all’eccesso, fino a comportamenti estremi, se non si sentono “considerati” e non riescono a
formulare il loro bisogno. I bambini possono diventare aggressivi, capricciosi, esigenti,
autodistruttivi e molto altro ancora se il loro bisogno di essere considerati non è riconosciuto o
soddisfatto oppure se il genitori credono che questo bisogno di “considerazione” possa essere
sostituito con un interesse superficiale o con l’esaudimento di tutti i loro desideri. Anche per
questo è molto importante dedicare del tempo a giocare con i bambini. È infatti nel gioco che essi
hanno la possibilità di mostrare se stessi alle loro condizioni e il gioco rappresenta quindi anche la
possibilità, per i genitori, di conoscere a fondo i loro figli.
Alcuni genitori si portano dietro quasi costantemente la cattiva coscienza o il senso di colpa
perché credono di non passare abbastanza tempo con i loro figli. A volte si tratta di una sensazione
sbagliata, mentre spesso è giusta. Allora tentano in modi diversi di compensare il tempo mancante
mettendosi troppo al servizio del bambino, oppure esaudendo tutti i suoi desideri, che si tratti di
giocattoli, soldi, vestiti nuovi e così via. Questa strategia finisce per essere sempre frustrante per
entrambe le parti, perché il bisogno dei bambini di essere “considerati” è esattamente come quello
degli adulti. La maggior parte degli adulti sa istintivamente oppure forse ha sperimentato sulla sua
pelle che questo tipo di conto non torna mai. Se a una donna manca la presenza e l’attenzione di
suo marito, il fatto che le regali fiori e gioielli non aiuta. Lo stesso vale per i bambini, benché non
riescano a formularlo. Essi riescono ad esprimere la loro mancanza e la loro delusione solo
comportandosi in modo “maleducato”, “esigente”, “viziato” e così via.
Come gli adulti, i bambini hanno bisogno di raccontare che cosa hanno fatto, a cosa hanno pensato,
che cosa gli è capitato. Ciò non significa che i genitori devono per forza ritenere esaltanti tutti i
loro racconti, ma è importante che ascoltino e si facciano un’idea di cosa il figlio stia raccontando
di sé – nascondendolo magari dietro la storia dell’amichetta ingiusta o tra le righe del loro sogno
di diventare piloti o stilisti di moda. Per farlo c’è bisogno di tempo e – beninteso – non di un tempo
in cui gli adulti continuano a educare e a dare lezioni, ma di un tempo per ascoltare e mostrare
interesse. Si tratta di “tempo di qualità” misurato con il metro dei bambini. tratto da "il bisogno di attenzione dei bambini" di Jesper Juul

martedì 18 gennaio 2011

diritto al silenzio



9 IL DIRITTO AL SILENZIO
ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua
Ecco qui il nono diritto dei bambini,poter ascoltare i rumori del silenzio...siamo circondati da mille rumori artificiali dentro e fuori casa,ma i nostri figli hanno il sacrosanto diritto di poter imparare a riconoscere il canto delle cicale,il gracchiare delle rane,i diversi canti degli uccelli,devono essere liberi di ascoltare ciò che il vento a da dirgli!mio figlio mezzano mi ha insegnato molto su questo argomento,avendo dei lievi tratti autistici ,non tollera determinati rumori ,soprattutto se troppo forti e molte volte mi sono soffermata a guardarlo mentre ascoltava letteralmente il vento...e mi sono emozionata.

martedì 14 dicembre 2010

4.Parliamo con i nostri figli!

Eccoci con l'appuntamento settimanale proposto da giorno per giorno riguardo ai diritti naturali di bimbi e bimbe.
4 IL DIRITTO AL DIALOGO
ad ascoltatore e poter prendere la parola, interloquire e dialogare.
A guardarli superficialmente questi diritti sembrano così scontati...ma prendiamo questo diritto al dialogo,quante volte sentiamo o diciamo ai bambini frasi come"silenzio,devo parlare al telefono!" "silenzio,questo non è il luogo per chiaccherare" "silenzio,voglio ascoltare la TV/radio" e chi più ne ha più ne metta? Sicuramente in una certa misura cerchiamo di educarli,ma a volte,siamo sinceri,siamo stanchi,nervosi,concentrati sui nostri impegni o altro e non abbiamo voglia o forza per rispondere all'esigenza e all'esuberanza dei nostri figli.Soprattutto i più piccoli non capiscono bene il concetto di attesa ed inoltre hanno sempre bisogno di conferme che cercano anche con il dialogo,la Mimma per esempio è sempre a chiedere spiegazioni su tutto "mamma perché quello è fatto così?" "perché ha detto quella cosa?" ecc.Personalmente ritengo il dialogo fondamentale ,come l'esempio pratico, ad una corretta e sana crescita perchè stimola al ragionamento,ad un corretto linguaggio,al confronto e poi è bene pensare anche a gettare delle buone fondamenta se vogliamo che i figli quando sono più grandi continuino ad aprirsi a noi rendendoci partecipi di ciò che gli capita togliendoci un pò di ansia e cattivi pensieri,non mi sembra una cosa da poco!

martedì 7 dicembre 2010

Diritto all'olfatto!



3 IL DIRITTO AGLI ODORI
a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura
Eccoci al terzo appuntamento proposto da giorno per giorno riguardo al manifesto sui diritti di bimbi e bimbe,oggi tocca all'olfatto.Nei miei ricordi più cari c'è l'odore della cantina in montagna con le forme di formaggio e il burro appena fatto,l'odore dei cuccioli appena nati alla mia prima cagnetta,il profumo delle polpette dell'anziana zia Vanda,i funghi,l'asparagi e i fiori raccolti nelle passeggiate in campagna...qui alcuni momenti che Mimma forse ricorderà grazie anche a degli odori,come il profumo della pineta o del bosco,i fiori o il fieno...Vi regalo una filastrocca che ho trovato in rete e mi è piaciuta per la mia bimba.

Ecco la filastrocca di Cristina (28 luglio 2003).







Filastrocca degli odori


C'è l'odore di cannella
da spruzzar sulla frittella,
poi c'è quello di piadina
che fa venire l'acquolina.

C'è l'odore di caciotta
buona cruda oppure cotta
e c'è quello di gorgonzola
che ti prende per la gola.

Di vaniglia c'è l'odore
che ti mette il buonumore,
poi c'è quello di cioccolata
da spalmar sulla crostata.

Ce ne son tanti di odori
da abbinar con i sapori,
ma ce n'è uno che tutti li batte:
è quello del pane con il caffelatte!

martedì 30 novembre 2010

Diritto a sporcarsi



2 IL DIRITTO A SPORCARSI
a giocare con la sabbia, la terra, l’erba, le foglie, l’acqua, i sassi, i rametti
Come proposto da Giorno per giorno eccoci qui per parlare del secondo diritto dei bambini,ovvero il diritto a sporcarsi che può sembrare scontato all'apparenza,ma quante volte si sente dire"non ti sporcare"?personalmente lascio ai miei figli la libertà di toccare,manipolare,sperimentare,rotolare che spesso si traduce in mani,viso,vestiti sporchi...sviluppare i sensi,avere conoscenza e padronanza di ciò che ci circonda vale bene un bagno in più,non vi pare?

martedì 23 novembre 2010

Diritto all'ozio

"il diritto all'ozio, il diritto a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti".




Mi è piaciuta l'iniziativa letta nel blog "Giorno per giorno"dove viene richiesto , a chi vuole partecipare ,che ogni martedì venga preso in considerazione un punto del manifesto dei diritti naturali di bambini e bambine e rappresentarli come meglio si crede.Il primo punto è quindi diritto all'ozio...