benvenuti nel nostro angolo di mondo!
Io sono mamma Michela e Nicole la bimba o "mimma" come diceva lei da piccolina,ma ci sono anche papà Orso,la tataElisa,il tatoGabriele,i gatti Garfield e Susy,Sara,il cane Lucky e la cricetina Chiara...tutti assieme formiamo "la banda del cucchiaio di legno"!ci definiscono un pò "pittoreschi" e lo prendiamo come un complimento,di sicuro facciamo le cose come ci dice la nostra testa e il nostro cuore in barba alle critiche!
Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l'accende, vado in un'altra stanza e leggo un libro. Groucho Marx
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giovedì 21 giugno 2012
Il pensiero degli elfi sull'educazione dei bambini
IL PENSIERO SULL'ISTRUZIONE DEI BAMBINI DI MARIO CECCHI DEL VILLAGGIO DEGLI ELFI DI PISTOIA:
Come siete organizzati con i bambini: quale educazione, quale comunicazione sociale e quale futuro immaginate per loro?
Bella domanda che merita una risposta altrettanto bella.
Proprio questo è il punto in cui ci misuriamo nel prossimo futuro; è un terreno ancora difficile da sviscerare poiché incontriamo ancora molte difficoltà. Una cosa è la teoria, un’altra la pratica. Sulla teoria siamo abbastanza chiari e consapevoli, nella pratica è difficile coniugare tutte le esigenze e mettersi alla pari con i bambini: ascoltare, rispettare i loro bisogni, mantenere vivo il loro interesse, la loro innata vivacità, la loro curiosità e sete di conoscenza.
Ogni genitore queste cose le sa, ma si scontra con le esigenze della vita quotidiana, con il lavoro nell’orto, gli animali, la preparazione dei pasti etc. Ogni giorno, ogni ora ci sono molte cose da fare: relazionarsi tra adulti, visitatori, spettacoli, cerimonie, incontri… Insomma la vita non è assolutamente monotona. Ma i figli in tutto questo cosa c’entrano, non l’hanno mica chiesto loro. Quali sono le loro esigenze? Allora partiamo da lì: capire quello che ci stanno chiedendo.
I° segreto della relazione: l’ascolto, la nostra disponibilità. Quando c’è questo il bambino non fa i capricci, non piange per attirare l’attenzione, non si ribella, è contento.
II° segreto: segue il tuo esempio. Se dici una cosa poi ne fai un’altra, non capisce o, perlomeno capisce così. Non c’è identità tra quello che uno dice e poi fa, c’è schizofrenia. Questo succede tante volte ed è difficile ammetterlo, giustificare e dare spiegazioni.
III° segreto: non sentirsi in colpa, non abbassare la propria autostima. Sì, è vero, se ho sbagliato l’ho fatto per rabbia, per errore, per distrazione, per… E’ sempre un motivo che il bambino può capire, che fa parte della relazione tra umani, dell’intimità, della solidarietà, della complicità, della sincerità. Lui queste cose le ha ben chiare e le accetta. Ammettere il proprio errore è un atto di umiltà che lo fa sentire importante.
IV° segreto: manifestarsi per quello che si è, in modo autentico e naturale. Non atteggiarsi e non modificare la propria voce perché si è in presenza di un bambino. E’ una persona come noi, capace in tutti i sensi, più sviluppato nell’introspezione, nel percepire interiormente al di là delle parole e dei gesti; capisce qual è il tuo reale sentimento, se condividi, accetti o se fai il contrario, capisce il tuo animo. Non fingere perché gli insegni a non essere vero, gli insegni la falsità.
V° segreto: l’umiltà, lo spazio per il dubbio. Non dire sempre è così o si fa così, senza ombra di dubbio, con una determinazione e risolutezza che non ammette repliche. Riceve come messaggio la presunzione, l’arroganza, l’intolleranza verso la diversità. Il mondo non è unipolare, è multiforme, multicolore, è un arcobaleno di ideali, ognuno possiede una parte di verità, bisogna imparare ad accettare e a rispettare anche quella degli altri.
VI° segreto: non pretendere che egli diventi come te, come tu vorresti, che abbracci quella filosofia, quella religione, quella tendenza. Egli è se stesso e sa cosa scegliere. Se cerchi di influenzarlo lo spingi verso l’opposto di quel che vorresti, gli neghi o metti in dubbio la sua capacità-dignità. Devi dargli informazioni nel modo più neutro possibile, lasciarlo libero di scegliere.
Allora, organizzarsi per “educarli” a modo nostro in base a questi principi, non richiede l’ufficializzazione del momento scuola, né l’intervento della supposta autorità, il maestro che si accolla tale incarico. Ogni momento è valido ed è nel rapporto quotidiano con la vita, con l’esperienza, con gli adulti, con gli altri bambini. E’ creare opportunità per l’apprendimento, è farlo crescere sano e felice in un ambiente che riflette queste condizioni, è fargli vivere relazione umane, affettive degne di questo nome, è volergli bene come si è capaci di fare, spontaneamente, ma anche restando critici verso se stessi.
Educare il bambino significa in primo luogo educare se stessi, i genitori. Egli assorbe ogni parola, ogni gesto, ogni silenzio, ti mette alla prova, ti stimola fino a farti perdere la calma, vuol provare i tuoi limiti. A volte ti senti impotente, incapace, non hai l’energia, non ce la fai. Sono tutte prove che ognuno deve attraversare per affermare che: “adesso so come comportarmi, ho capito il suo messaggio, sono pronto al dialogo senza perdere la calma”, riconoscendo il suo bisogno di affetto, tenerezza, e intimità, di un suo spazio nella relazione dove entrare dolcemente, per sentire la sua gioia. Penso che tutto questo sia la cosa più incoraggiante per un genitore, di simili momenti dovrebbe essere piena la vita, di questo cibo ci dovremmo nutrire ogni giorno, noi e i bambini.
Poi viene l’istruzione, imparare a leggere e scrivere, la matematica, la storia, la geografia, l’arte, la musica… Non sono cose morte che gli devono entrare per forza in testa, non richiedono l’imposizione coercitiva, di essere rinchiusi dentro quattro mura scolastiche, non sono soltanto un dovere. Bisogna comprendere che si possono trasformare, che possono essere gradevoli come un gioco, tutto dipende dal modo in cui le poniamo.
Avere la capacità di renderle vive ed attuali, coniugandole con la vita reale, la praticità di tutti i giorni. Così si impara a contare i semi, la distanza tra una fila e l’altra, ad aggiungere o togliere, a moltiplicare; si imparano le figure geometriche: il quadrato, la forma del campo, il lato, il perimetro etc. Si impara che un popolo, una nazione ha una storia, che esistono diversi popoli, che tutti ci cibiamo dei frutti della terra … Partendo da semplici cose si arriva ai grandi concetti, per diletto non per dovere. Se si è costretti ad imparare si dimentica subito o si nutre una parte sola del nostro essere, il cervello. L’esperienza rimane relegata ad un ambito teorico. Noi non facciamo scuola da tal ora a tal ora, facciamo scuola sempre, da quando il bambino è nato a quando si confronta con l’istituzione scuola-società-lavoro fino a raggiungere l’autosufficienza sia materiale che psicologica. Ogni tanto capita di formalizzare il momento scuola, di sedere intorno ad un tavolo per scrivere, disegnare, fare i laboratori d’arte, cartapesta, argilla… Ma lo si fa senza interrompere la vita quotidiana. Cerchiamo di dare loro le nostre conoscenze, ciò che ognuno di noi conosce meglio ed è in grado di trasmettere. Tutta la comunità è coinvolta, siamo padri e madri di tutti i bambini, la loro crescita e l’armonia dipendono da tutti. Se un padre o una madre sono stressati faranno ricadere anche sugli altri il loro umore ed allora il problema diventa di tutti. Comprendere queste cose e trovare gli strumenti per relazionarsi fa parte della crescita del gruppo, forgia la comunità, unisce nello spirito. I problemi materiali diventano secondari e si risolvono certamente se si riescono a risolvere quelli relazionali.
E’ lì che la comune si evolve, cresce, sperimenta, non c’è altro modo, poiché le dinamiche sono interpersonali, ed è importante la specificità di ognuno. Come il bambino, anche l’adulto ha la sua esperienza, il suo vissuto (…) per potercisi relazionare profondamente va accettato com’è per poi trasformare insieme quel che c’è di contorto, se possibile, piano, piano.
Quindi, ognuno di noi applica il proprio metodo, insegna quel che gli piace sapendo che gli altri hanno fiducia in lui-lei, ma sono anche vigili nello stesso tempo affinché non si infliggano al bambino punizioni che non si merita. Spesso il bambino non fa altro che dimostrare il suo disappunto quando non viene ascoltato e non viene preso in considerazione. Bisogna stare attenti a non scaricare su di lui il nostro stato d’animo, il nervosismo, la rabbia, il malessere di cui lui non ha colpa. In quel caso gli altri interverranno per farci capire la nostra proiezione e si relazioneranno con l’adulto con amore capendo il bambino ferito che c’è in lui, non mortificandolo a sua volta com’era stato da parte dei suoi genitori, o dalla maestra o autorità.
Quindi, la scuola è la vita, fa parte del processo di crescita, di presa di coscienza del rapporto non solo tra l’adulto e il bambino, ma tra l’individuo e l’intera società, da cui poi dipenderà il comportamento dell’individuo futuro (…). Abbiamo l’intelletto per questo, non per divorare gli altri, diventare aguzzini, carnefici o vittime impotenti. Per cui, se siamo concentrati sulla crescita equilibrata di mente-corpo-psiche e spirito, non avremo (e non avranno i nostri figli) paura di affrontare la società, non avremo (avranno) paura di affrontare il futuro perché saremo (saranno) coscienti delle nostre (loro) azioni (…).
Quale futuro per i nostri figli? Quello che loro vorranno. Sapranno farsi valere nella vita. Molta strada l’abbiamo già percorsa assieme, la nostra aspirazione è che vadano oltre. Un genitore può solo accompagnare il figlio fino a che lui non è sicuro di se stesso, poi lo deve lasciare andare per la sua strada. Deve sperimentare, deve sbagliare per poi capire e correggersi. Più cerchi di influenzarlo, più lui farà l’opposto di quel che desideri. Va lasciato libero di percorrere la sua strada, qualunque essa sia – bisogna accettarla.
Dudu, uno dei nostri figli, un giorno ci ha detto: “Voi ci avete insegnato l’amore, noi ce lo portiamo con noi ovunque andiamo”. Penso sia la cosa più bella che un genitore può sentirsi dire da un figlio.
martedì 1 maggio 2012
genitorialità autorevole
Un interessante riflessione di Clara Scropetta, custode della nascita o doula, della quale è uscito l'altro mese il suo nuovo libro "accanto alla madre".
mercoledì 5 ottobre 2011
Incontro per la scuola familiare in Toscana
Il 23 ottobre alle ore 15.00 presso il Foro Boario a Lucca,via per Camaiore
si terrà l'incontro "Scuola familiare in Toscana"per partecipare scrivi un'e-mail a
homeschooltuscany@gmail.com
Vedi anche qui!
si terrà l'incontro "Scuola familiare in Toscana"per partecipare scrivi un'e-mail a
homeschooltuscany@gmail.com
Vedi anche qui!
mercoledì 13 luglio 2011
Summerhill
Quanta libertà è giusto concedere a un bambino, a un ragazzo? E quando la libertà si trasforma in licenza? L'esperienza della scuola 'non repressiva' di Summerhill, a cui l'autore ha dedicato la sua esistenza, è un esempio geniale di reinserimento nella società di ragazzi disadattati, il quale dimostra soprattutto che il metodo della libertà funziona. Come sottolinea Erich Fromm nella presentazione a questo libro, "i genitori che vorranno riflettere si meraviglieranno nel rendersi conto di come essi mettano in opera involontariamente nei confronti dei loro figli forme di imposizione e di coercizione. Questo libro suggerisce nuovi significati alle parole amore, approvazione, libertà"Ho letto questo libro con molto interesse cercando di rimanere neutrale,dico così perché è facile esaltarsi o scandalizzarsi nel capire come funziona questa scuola-comunità.Personalmente concordo sul fatto che bisogna dare ai bambini gli stessi diritti che vogliamo noi adulti,bisogna dare importanza a ciò che loro ritengono importante,capisco che dovremmo lasciarli liberi in tutto ciò che è possibile per non soffocare la loro libertà...però mi lascio delle riserve...ad esempio nel libro A.S.Neill dice che bisogna lasciare mangiare i ragazzini quando vogliono,mettersi gli abiti puliti quando lo desiderano e così via,ma mi domando se un bambino si rifiuta di fare il bagno?o se i ragazzini mangiano solo schifezze?inoltre questo "esperimento" educativo funziona,a detta dello scrittore,molto bene in questa scuola,ma non so se sia così facile applicarla in famiglia,chi di voi ha letto questo libro?cosa ne pensate?.In qualsiasi caso consiglio la lettura di questo libro che da modo di allargare i nostri orizzonti di genitori alla ricerca di riflessioni interessanti per comprende sempre meglio i nostri figli.Buona lettura!
domenica 19 giugno 2011
Passeggiata in montagna

Da casa nostra in circa 30 minuti si raggiunge l'Altopiano delle Pizzorne.Io l'ho sempre considerato un posto un pò speciale,un pò magico...sembra che tra gli alberi sbuchino fate e gnomi!Era già diverso tempo che non andavamo a fare una passeggiata ristoratrice tra le imponenti quercie e ieri,nonostante il tempo non particolarmente favorevole,abbiamo deciso di esplorare questo posto immersi nella pace e nel silenzio che vi regna sovrano.
PapàOrso ha approfittato di raccogliere delle ghiande che hanno buttato e che hanno già fatto nascere delle belle piantine di quercia,vuole provare a trapiantarle in un nostro terreno...inoltre si è cimentato nella conta degli anni di una quercia tagliata con grande attenzione da parte dei figli.
La mimma ha avuto occasine di contemplare da vicino farfalle,in particolare la Amata Phegea che in questo periodo invade le nostre zone,e funghi di vario genere.Insomma una semplice passeggiata nei boschi riserva sempre delle belle sorprese!E naturalmente materiale interessante per fare scuola familiare:) buona domenica a tutti!
martedì 7 giugno 2011
Imparare ridendo...
Veloce veloce vi "rigiro" questo link che ha segnalato Mamma Voli Pindarici sull'imparare ridendo(è possibile giuro!) trovato sul blog Rossella Grenci . Buona lettura e riflessione.
giovedì 2 giugno 2011
il bisogno di attenzione
Nelle famiglie moderne con bambini, dove tutti sono più o meno indaffarati con attività fuori casa,
si gioca spesso una dura battaglia per le attenzioni. Sia i bambini che gli adulti possono spingersi
all’eccesso, fino a comportamenti estremi, se non si sentono “considerati” e non riescono a
formulare il loro bisogno. I bambini possono diventare aggressivi, capricciosi, esigenti,
autodistruttivi e molto altro ancora se il loro bisogno di essere considerati non è riconosciuto o
soddisfatto oppure se il genitori credono che questo bisogno di “considerazione” possa essere
sostituito con un interesse superficiale o con l’esaudimento di tutti i loro desideri. Anche per
questo è molto importante dedicare del tempo a giocare con i bambini. È infatti nel gioco che essi
hanno la possibilità di mostrare se stessi alle loro condizioni e il gioco rappresenta quindi anche la
possibilità, per i genitori, di conoscere a fondo i loro figli.
Alcuni genitori si portano dietro quasi costantemente la cattiva coscienza o il senso di colpa
perché credono di non passare abbastanza tempo con i loro figli. A volte si tratta di una sensazione
sbagliata, mentre spesso è giusta. Allora tentano in modi diversi di compensare il tempo mancante
mettendosi troppo al servizio del bambino, oppure esaudendo tutti i suoi desideri, che si tratti di
giocattoli, soldi, vestiti nuovi e così via. Questa strategia finisce per essere sempre frustrante per
entrambe le parti, perché il bisogno dei bambini di essere “considerati” è esattamente come quello
degli adulti. La maggior parte degli adulti sa istintivamente oppure forse ha sperimentato sulla sua
pelle che questo tipo di conto non torna mai. Se a una donna manca la presenza e l’attenzione di
suo marito, il fatto che le regali fiori e gioielli non aiuta. Lo stesso vale per i bambini, benché non
riescano a formularlo. Essi riescono ad esprimere la loro mancanza e la loro delusione solo
comportandosi in modo “maleducato”, “esigente”, “viziato” e così via.
Come gli adulti, i bambini hanno bisogno di raccontare che cosa hanno fatto, a cosa hanno pensato,
che cosa gli è capitato. Ciò non significa che i genitori devono per forza ritenere esaltanti tutti i
loro racconti, ma è importante che ascoltino e si facciano un’idea di cosa il figlio stia raccontando
di sé – nascondendolo magari dietro la storia dell’amichetta ingiusta o tra le righe del loro sogno
di diventare piloti o stilisti di moda. Per farlo c’è bisogno di tempo e – beninteso – non di un tempo
in cui gli adulti continuano a educare e a dare lezioni, ma di un tempo per ascoltare e mostrare
interesse. Si tratta di “tempo di qualità” misurato con il metro dei bambini. tratto da "il bisogno di attenzione dei bambini" di Jesper Juul
sabato 5 marzo 2011
un salutino veloce,veloce!
Per chi eventualmente se lo fosse chiesto,non sono scomparsa...eccomi qui veloce,veloce per dirvi che è stato ed è tutt'ora un periodo colmo di impegni e attività,comunque un periodo positivo e questo è fondamentale direi.Tra lavori in casa che stanno riprendendo dopo mesi di letargo,la figlia maggiore a lezione di basso elettrico,il mezzano con corsi di fumetto,piscina e bowling,io che sono riuscita a ritagliarmi degli spazietti per me ecco la grande novità,ho trovato vicino a me una mamma/maestra steineriana che fa un piccolo asilo familiare.Questa maestra tiene non più di cinque bambini tutta la mattina compreso pranzo(vegetariano e biologico) che cucina personalmente facendo partecipare i bimbi,durante queste mattinate fanno un sacco di attività:acquerello, pane fatto in casa,teatrino,modellare cera d'api e stanno molto all'aperto a fare giardinaggio ed escursioni.Io e mio marito abbiamo parlato molto con questa maestra e visto che ci è piaciuta tantissimo abbiamo fatto provare la Mimma,che neanche a dirlo è stata entusiasta! adesso non vede l'ora di tornare alla "scuolina" come la chiama lei...appena possibile racconterò gli sviluppi di questa nuova esperienza.
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domenica 16 gennaio 2011
l'oasi lipu di Massaciuccoli
Vista la stupenda giornata e la ripresa,anche se lenta,guarigione dall'influenza abbiamo deciso di andare all'oasi LIPU di Massaciuccoli,il lago tra Lucca e Viareggio.Pur essendo una zona paludosa è bellissima e rigogliosa ,qui ci sono una gran varietà di uccelli dove vivono e si riproducono molto tranquillamente e diverse razze di anatre alle quali i bambini si divertono molto a tirargli il pane.Nel paese ci sono ritrovamenti di scavi romani veramente interessanti ad ingresso libero e passeggiare in questo luogo è veramente rigenerante per il corpo(qui arriva l'aria di mare) che per l'anima...
venerdì 14 gennaio 2011
Mi date un'idea?
Ecco alcune delle attività preferite di Mimma,la torre con i pezzi di legno e tappi di sughero trovati nella "scartolina" e il travaso che adora fare in particolare con l'acqua,ma all'occorrenza le va bene qualsiasi cosa!come ho già riportato in altri post le pace tanto usare il pennello per dipingere e fare le formine con la pasta al sale.Mi piacerebbe proporle altre attività in stile Montessori,nei vostri blog e sui vari siti trovo molto materiale e per questo vi ringrazio di condividere materiale così interessante e utile,ma se vi va di lasciare qui qualche idea specifica ,magari qualche vostra variante che ritenete valida,ve ne sarei molto grata,mi "perdo" facilmente e in questo modo mi farei una sorta di lista da avere sott'occhio...Buon fine settimana a tutte!
martedì 4 gennaio 2011
giovedì 16 dicembre 2010
Le "scartoline"
venerdì 3 dicembre 2010
Un libro che è anche un gioco


La scuola in soffitta per l'iniziativa" prova l'homeschooling "ha fatto la seconda proposta ,ovvero abbinare alla lista dei giochi da regalare a Natale una storia,un libro...così di primo impulso più che un abbinamento mi viene in mente un libro che è nello stesso tempo un gioco:
il TAPPOMONDO ideato da Anita della fattoria Tra fili d'erba,una vera artista con un senso per l'estetico e l'armonia nell'accostare colori e stoffe a dir poco uniche!Questo libro si stappa e si comincia a tirar fuori i tappi,uno per uno,che si sono trasformati in personaggi che passo passo raccontano la storia,è bellissimo in particolare per i piccoli,ma penso possa essere apprezzato da chiunque desideri qualcosa che stimoli la fantasia.Se non sono male informata dovrebbe esserci anche una versione natalizia.
mercoledì 1 dicembre 2010
giveaway di bilingue per gioco

Ogni lunedì fino a Natale il blog bilingue per gioco proporrà un giveaway,il premio di questa settimana è 4 numeri di Okido la rivista inglese per bambini su scienza e arte .Basta condividere il post e lasciare un solo commento su bilingue per gioco,sabato 4 dicembre dopo mezzogiorno si saprà il vincitore.Buona fortuna!
martedì 30 novembre 2010
Diritto a sporcarsi
2 IL DIRITTO A SPORCARSI
a giocare con la sabbia, la terra, l’erba, le foglie, l’acqua, i sassi, i rametti
Come proposto da Giorno per giorno eccoci qui per parlare del secondo diritto dei bambini,ovvero il diritto a sporcarsi che può sembrare scontato all'apparenza,ma quante volte si sente dire"non ti sporcare"?personalmente lascio ai miei figli la libertà di toccare,manipolare,sperimentare,rotolare che spesso si traduce in mani,viso,vestiti sporchi...sviluppare i sensi,avere conoscenza e padronanza di ciò che ci circonda vale bene un bagno in più,non vi pare?
lunedì 22 novembre 2010
Partecipo all'idea di Caffenero

Mi sono imbattuta nel blog "la scuola in soffitta" di Caffenero che ha proposto un'iniziativa che trovo interessante ovvero: Prova l'homeschooling,dove si può condividere idee da usare come materiale per lo studio con i propri figli,sia per quelli che studiano a casa sia per quelli che vanno a scuola e stavolta il tema proposto è il cinema.Il cartone animato che ho scelto per questo argomento è "Paperino e il mondo della matemagica",quanto segue è una breve recenzione.Paperino è di nuovo nei guai: ha accettato, senza riflettere, i termini di un prestito di pochi centesimi da parte dello zio Paperon De Paperoni, esperto conoscitore dei calcoli finanziari, e ora è in debito di molti dollari. Tutta colpa della matematica! Paperino nella ricerca disperata di una soluzione si addormenta sul libro di matematica dei tre nipotini ed entra, munito perfino di un cappello da esploratore, nel mondo della Matemagica. Guidato dallo Spirito dell'Avventura, esplora le correlazioni fra matematica e arte, natura e architettura. Incontra personaggi e visita luoghi decisamente strani, tra cui alberi con radici quadrate, matite che giocano, paesaggi di numeri, ma soprattutto ripercorre la storia della matematica, come e perché è nata questa disciplina. In tal modo l'incredulo avventuriero comprende che la matematica è fondamentale in campi che apparentemente le sono del tutto estranei: per tracciare i confini dei terreni da coltivare, per realizzare costruzioni architettoniche, per calcolare la distanza di una stella, e ancora, nell'ottica, nell'acustica, nell'illuminazione e anche nella musica! Dopo aver suonato e ballato con un gruppo di pitagorici, Paperino apprende dallo Spirito dell'Avventura che Pitagora scoprì proporzioni "matemagiche" che hanno influenzato l'arte e l'architettura fino ai nostri giorni: la sezione aurea si riconosce negli antichi edifici greci, ma anche in Notre Dame a Parigi, in molte sculture, nel famosissimo quadro di Monna Lisa ecc. Le proporzioni ideali sono a fondamento dell'idea di bellezza anche per quanto riguarda il corpo umano e in generale la natura, così come la simmetria, i poligoni regolari, le spirali auree… Insospettabile però è sicuramente la presenza di principi matematici in molti giochi come il calcio, il biliardo, gli scacchi e la pallacanestro.
Riuscirà infine Paperino ad utilizzare i preziosi insegnamenti per cancellare il debito con lo Zio?Per ciò che mi riguarda la Mimma è un pò piccola per cogliere il pieno significato della matematica,ma le è piaciuto molto lo stesso questo filmato e ci sono applicazioni pratiche anche per bimbi così piccoli che possono imparare questa materia con naturalezza,giocando.
sabato 9 ottobre 2010
Cambiamenti
Devo ammettere quella che per me è una sconfitta,perlomeno io la percepisco così...una delle tante,per carità,ma a questa cosa ci credevo veramente.Mi riferisco al fatto di tenere la Mimma a casa e farle fare scuola familiare.Ci sono stati diversi fattori che hanno cambiato le carte in tavola;già quando andammo al raduno dell'homeschooling ebbi la sensazione che la facevano facile ma che in realtà te lo devi permettere,sotto vari aspetti,di tenere il bambino a casa.Il mio modo di vedere la scuola familiare è semplice ma nello stesso tempo non applicabile da tutti,forse per questo ho rinunciato,innanzi tutto l'intera famiglia deve collaborare e accettare la scelta, ci sono sicuramente donne che ce la fanno anche da sole ma non è il mio caso.Non ce la faccio ad organizzare attività educative e giocose per la bimba quando ho da soddisfare le esigenze degli altri componenti familiari,che a dire il vero appoggiano a parole ma nella pratica sono inesistenti.Inoltre il tipo di famiglia che fa homeschooling secondo me deve avere una grande educazione,principi forti,tanta coerenza non voglio dire che la mia famiglia non ha queste qualità,ma non le ha abbastanza per il mio punto di vista.Sono subentrate anche delle difficoltà a livello pratico ma finendo di piangermi addosso voglio mettere in evidenza un fattore importantissimo riguardo a questo radicale canbiamento di scelta:la Mimma ha chiesto esplicitamente di andare all'asilo!vedendo sua sorella e suo fratello mettersi lo zaino per andare a scuola anche lei ha cominciato a imitarli poi vedendo che in quei luoghi si incontrano altri bambini ha cominciato ad essere curiosa.Certamente questa società non aiuta visto che abito in una grande corte con molti bambini ma che stanno rinchiusi in casa davanti la tv e quelle rare volte che escono non sono capaci di giocare e condividere i giochi con gli altri,fatto stà che da qualche giorno la mia bimba è entrata all'asilo,solo fino a pranzo però, felicissima senza piangere anzi piange quando la vado a riprendere!Questo è uno sfogo forse anche una giustificazione,ma devo ammettere che voglio la gioia di mia figlia e se lei è felice di andare all'asilo allora così sia,tutto questo però non mi cancella l'idea che l'homeschooling sia un'ottima strada da intraprendere visto in che acque naviga la scuola italiana,da parte mia ho intenzione di mandare la bimba all'asilo solo la mattina e cercare di applicare i principi della scuola familiare nel pomeriggio,vedremo con il tempo come andranno le cose.Buon fine settima a tutti.
martedì 10 agosto 2010
IPPOASI la fattoria della pace
mercoledì 28 aprile 2010
La comunicazione nonviolenta
Il dott.Marschall B.Rosenberg è il fondatore della Comunicazione Nonviolenta(CNV)che consiste nell'interagire in un modo che facilita la comunicazione,favorendo lo scambio di informazioni e la risoluzione pacifica delle divergenze.Promuove lo sviluppo di un linguaggio che accresce la benevolenza reciproca,al posto del linguaggio abituale,che contribuisce invece a generare risentimento o scarsa autostima.La CNV fa comprendere che si può soddisfare i propri bisogni tramite collaborazione e non competizione,si può imparare ad avere relazioni più soddisfacenti ,si può sviluppare delle capacità come creare soluzioni basate sulla sicurezza,il rispetto reciproco e il consenso.Nel libro "Educazione che arricchisce la vita" viene spiegato come la CNV migliora i risultati scolastici,riduce conflitti,valorizza la relazione interpersonale.È indirizzato agli insegnanti ma anche ai genitori e devo dire di aver trovato spunti molto interessanti da utilizzare con i miei figli; questo mondo ci porta a correre sempre e troppe volte vogliamo che i figli ubbidiscano all'istante,facciano subito quello che gli chiediamo e questo spesso crea conflitti perchè loro percepiscono solo ordini,dominazione,non si sentono presi molto in considerazione,mentre spiegando loro i nostri bisogni e il perchè gli facciamo certe richieste possono sentire empatia,si possono sentire liberi di esprimere il loro punto di vista,inoltre si ha una visione più completa del sistama scolastico e di certi comportamenti degli insegnanti.Comunque consiglio la lettura di questo libro dove viene spiegato molto bene il concetto e da anche consigli pratici.Il prossimo libro dello stesso autore che leggerò è "Le parole sono finestre(oppure muri).
domenica 11 aprile 2010
Che bello pasticciare con la farina!
Ecco a voi altri gufetti(tentativi ..)fatti la sera tardi quando riesco a trovare un poco di tempo per me.
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